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L’ingresso di Leonardo Maria Del Vecchio nel capitale dell’editoria italiana non è solo una notizia societaria. Per alcuni del mestiere è un evento simbolico. Uno di quelli che segnalano che qualcosa si è definitivamente rotto e qualcos’altro sta cercando di nascere. Mentre altri interpretano queste iniziative come le bizzarrie di un ‘giovin signore’ miliardario.
All’inizio del 2026 l’Italia dei giornali balla la rumba: editori storici sotto pressione, famiglie che cercano uscite ...
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