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Con la fine della primavera si è concluso il grande rito delle nomine Rai, particolarmente numerose quest’anno, in un clima di normale tensione politica. È un consueto passaggio chiave: definisce gli equilibri al vertice e l’indirizzo strategico delle principali strutture editoriali e operative, in un momento in cui i partiti di governo sono come cani e gatti, non solo in Rai; il Pd è assente, mentre cinquestelle e verdi cercano di organizzarsi per raccogliere le briciole. Ma questo, di ...
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