Difficile adottare la metafora del ‘fulmine a ciel sereno’ se si parla del siluramento di Mario Calabresi dalla direzione di Repubblica e della sua sostituzione con Carlo Verdelli. Se fulmine c’è stato – e dio solo sa se c’è stato – il cielo sopra Largo Fochetti non è più sereno da quel dì. Ora è una ola di ‘io-lo-sapevo’, ‘era-nelle-cose’, ‘ma-era-chiaro-che-sarebbe-successo’. C’è addirittura chi insinua che persino il Cdr, nella spinosa trattativa sul taglio degli organici, avesse chiesto ...