Un plebiscito più che un voto di fiducia quello che ha incoronato Carlo Verdelli come quarto direttore del quotidiano La Repubblica: 296 sì, 13 no, 6 schede bianche e una nulla. Di questi tempi, roba da far luccicare gli occhi. Eppure con lui è sempre stato un via andare di aggettivi accidentati tipo: ruvido, schivo, et similia. Quel che si può dire con certezza è che Verdelli non è un ‘piacione’ ed è un direttore con le idee chiare. Lui che è un milanese di ferro, nato a metà luglio 1957 nella ...