Via l’azzurro che faceva Marina militare, via gli antiquati caratteri che facevano passato che non passa mai, via i bollettini delle sezioni che facevano giornale parrocchiale con la camiciola nera appena nascosta dal maglione. A metà ottobre il Secolo d’Italia, organo di Alleanza nazionale, ha scelto di prendere una nuova e forse più perigliosa strada archiviando definitivamente quel giornalismo di partito che non serviva a nessuno e tanto meno a Gianfranco Fini. Flavia Perina, direttore con ...